Ecco alcune cose che può dirci l’astrologia a proposito di Barack Obama.
Leone Ascendente Acquario. Urano signore dell’ascendente è in VII casa, il Sole governatore del segno natale è in VI casa. Diplomazia, relazioni, duro lavoro, impegno, sono le parole d’ordine, ma non bisogno dimenticare che Urano indica legami, alleanze anticonvenzionali.

Ma se l’oroscopo considerato non fosse di Obama, ma del mio amico montatore di mobili, cosa interpreterei? Certamente direi, ha tanti amici, è un simpaticone, cerca di mettere d’accordo tutti, è un gran lavoratore.
Potrei anche dire: è un perfezionista esagerato perché desidera ordine attorno a sé, affinché possa avere chiaro come gestire bene le sue relazioni, apparendo socievole, diplomatico, altruista.

Ovviamente non ho esaminato tutti l’oroscopo ma solo il segno solare, l’ascendente, la posizione del Sole e del signore dell’ascendente, ma tanto basta, secondo me, a far capire come i medesimi pianeti possano essere adattati ad una persona, una volta che se ne conoscono le caratteristiche prima di redigere il tema natale.

L’interpretazione completa di un tema natale non può prescindere, a mio avviso, dalla conoscenza del vissuto del consultante. L’interpretazione è un percorso che impegna l’astrologo e il consultante, assieme, che creano la mappatura, la possibile nuova lettura della realtà personale.
Chi può dire che Obama con gli amici non sia così come ho scritto io, o anche un tantino rompiballe o pignolo, se non lui stesso? La realtà può essere interpretata, vissuta in diversi modi.

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Quando si interpreta un tema natale, oroscopo, il consultante ritiene che vi sia un legame fra gli astri al momento della nascita e la propria vita. A dire il vero anche la maggior parte degli astrologi ritiene questo, ma sono affermazioni non scientificamente spiegabili, non si può, almeno sino ad oggi, misurarne la veridicità.

Per l’astrologo e il consultante si aprono due strade per motivare la validità dell’Astrologia:

- Approccio a una dinamica di causa/effetto
- Spiegazione tramite l’inconscio collettivo junghiano.

Fermo restando che ognuno può credere quello che ritiene meglio, lo scettico può però sempre dire sono affermazione senza base scientifica. Bene, non è un nostro problema, dico io.

L’uomo può costruire delle strutture, delle credenze, che permettono di interpretare la realtà, quindi l’Astrologia può diventare una struttura, una credenza, un metodo, un linguaggio che può reinterpretare la realtà, la vita di un soggetto. Le scienze quando creano un sistema: euclideo, fisica quantistica, ecc… costruiscono un metodo di interpretazione della realtà. Le regole che vengono poi utilizzate per dimostrare la bontà del metodo sono dedotte all’interno del metodo stesso è, quindi, un circolo vizioso, è tautologico.

L’astrologo deve puntare, quindi, non tanto a cercare di dimostrare la validità scientifica del metodo, ma utilizzarlo e evidenziarne l’utilità pratica. Read more

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Dobbiamo smettere di guardare all’astrologia come ad una discplina depositaria della verità e del futuro di ognuno di noi. L’astrologia è un linguaggio come tanti altri linguaggi, la matematica, la fisica, l’informatica, l’italiano, l’inglese, ecc… che ti permette di entrare in relazione con altri soggetti su un piano di comunicazione più sottile. Read more

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Il costruttivismo è una posizione filosofica e epistemologica secondo la quale non è possibile perseguire una rappresentazione oggettiva della realtà poiché il mondo della nostra esperienza, il mondo in cui viviamo, è il risultato della nostra attività costruttrice.
La vita è un processo cognitivo: vivere significa conoscere e conoscere significa vivere. È attraverso il processo cognitivo, che nasce dall’esperienza individuale, che ogni essere vivente genera il proprio mondo. L’esperienza vissuta è il punto di partenza di ogni conoscenza e l’uomo compie le proprie esperienze attraverso il proprio corpo avente struttura determinata. Soggetti diversi rispondono in maniera diversa ad uno stesso stimolo e la risposta sarà determinata dal modo in cui l’osservatore è strutturato. È la struttura dell’osservatore che determina come esso si comporterà e non l’informazione ricevuta. L’informazione in sé non ha esistenza o significato se non quello che le attribuisce il sistema con cui interagisce, perciò l’informazione non può avere un’esistenza oggettiva e poiché il principio di oggettività è intrinseco al significato convenzionale del termine informazione, si conclude che non esiste l’informazione.

Tutte quelle proprietà che si credeva facessero parte delle cose, si rivelano così proprietà dell’osservatore e la realtà non può essere considerata in senso oggettivo poiché è il soggetto che ne fa esperienza a costruirla attraverso il processo cognitivo. La nostra percezione non è e non può mai essere oggettiva e tutte le osservazioni hanno uguale validità, finanche quelle che la clinica medica qualifica come allucinazioni. Non esiste un unico universo bensì tanti universi per quanti sono gli esseri senzienti. Read more

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Solo se non spegniamo il senso delle parole nel recinto del loro significato abituale, l’astrologia avrà ancora molto da dire anche nel tempo del disincanto del cielo, non tanto in ordine ai contenuti empirici, ma in ordine a quel modo di pensare che è un passare, un passare oltre, attraverso l’analogia, in quella regione aperta dove la potenza del simbolo, anche se non viene nominata, come quella del sole, è già in mezzo alle cose.

(La casa di Psiche. Dalla Psicoanalisi alla pratica filosofica.
Umberto Galimberti. Feltrinelli 2005. Pagg. 219-220)

Fra tutti i dieci pianeti considerati in astrologia sino ad oggi, ognuno ha un corrispettivo mitologico, una associazione pianeta-mito ben definita, fuorché la Luna. Questo ci fa riflettere anche su possibili implicazioni archetipiche, ovvero: se tutti i pianeti hanno un corrispondente mito e la Luna non ne ha uno ben definito, ma molteplici, vorrà dire che è il pianeta che più si avvicina all’uomo, alle sue sfaccettature di personalità, ai suoi accadimenti interiori e non.

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Su Repubblica cartacea di oggi c’è un interessante articolo a pag.57 in cui un team di neuroscienziati sostiene che Oriente e Occidente abbiano modi di pensare, di leggere la realtà in maniera diversa.
Tra i risultati, il più importante è, a mio avviso, quello che evidenzia quali zone del cervello si attivano quando si pensa alla propria identità.

Per gli occidentali si attiva la corteccia prefrontale mediale, per gli orientali si attiva la medesima corteccia, ma anche quando pensano alla propria madre è la stessa area del cervello a risultare attiva.

La riflessione che sorge, dal punto di vista astrologico è la seguente:

La madre è associata simbolicamente alla Luna, al segno del Cancro, dunque l’identità è un elemento lunare e non solare come si pensa di solito.

Da ciò si evince che un soggetto ha coscienza di sè, della propria identità in quanto corpo fisico, passando attraverso i simboli lunari. La Luna, infatti, rappresenta in un tema natale anche il proprio corpo. Il corpo che è creato dalla madre naturale con il sostegno del Sole padre.

L’astrologia, prima delle neuroscienze, come si vede, aveva già la sua teoria, ovviamente non nel dettaglio delle differenze tra occidentali, orientali.

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